Il fondamento sapienziale La vera intelligenza

di
Costantino Di Bruno

Tra l'intelligenza dell'uomo, riflesso dell'intelligenza divina,
e l'intelligenza che l'uomo costruisce, vi è un abisso infinito.

Premessa
Le pagine che seguono costituiscono uno dei testi sapienziali fondativi del progetto COLNISSAR. Sono opera di Costantino Di Bruno, riferimento teologico e spirituale al cui pensiero il Manifesto dell'AI Sapienziale si richiama esplicitamente all'Articolo VIII. Il testo non è un saggio sull'intelligenza artificiale: è una meditazione sull'intelligenza vera, sulla sua origine, sulla sua natura, sui suoi limiti — e dunque, indirettamente ma con forza dirimente, sulla soglia che separa l'opera dell'uomo dalla pretesa dell'uomo di farsi creatore di sé.

Oggi, ai nostri giorni, sembra che gli uomini soffrano di una gravissima forma di allergia verso il divino vero, la trascendenza vera, il soprannaturale vero, l'eterno vero, l'etica vera, la morale vera, la verità vera, la giustizia vera, l'umanità vera.

Questa allergia è il frutto della superbia dell'uomo che lo condanna a sostenere un divino falso, una trascendenza falsa, un soprannaturale falso, un eterno falso, un'etica falsa, una morale falsa, una verità falsa, una giustizia falsa, una umanità falsa.

Questa superbia, oggi giunta al sommo della sua potenza, sta spingendo l'uomo non solo a decidere di fare se stesso Dio di se stesso, ma anche di costruire macchine che domani saranno il suo Dio, se non addirittura oggi. Macchine nelle mani delle quali consegnare tutto il destino dell'umanità.

E così si compie la Parola del Signore detta attraverso il profeta Geremia:

Haec dicit Dominus: Quid invenerunt patres vestri in me iniquitatis, quia elongaverunt a me et ambulaverunt post vanitatem et vani facti sunt? Ger 2, 5

L'altra Parola che si compie è quella del Libro della Sapienza:

Pro cogitationibus autem insensatis iniquitatis illorum, in quibus errantes colebant mutos serpentes et bestias supervacuas, immisisti illis multitudinem mutorum animalium in vindictam, ut scirent quia, per quae peccat quis, per haec et torquetur. Sap 11, 15-16

Si compie anche la Parola dell'Apostolo Giovanni e anche la Parola dell'Apostolo Pietro:

Respondit eis Iesus: «Amen, amen dico vobis: Omnis, qui facit peccatum, servus est peccati». Gv 8, 34 Superba enim vanitatis loquentes pelliciunt in concupiscentiis carnis luxuriis illos, qui paululum effugiunt eos, qui in errore conversantur, libertatem illis promittentes, cum ipsi servi sint corruptionis; a quo enim quis superatus est, huius servus est. 2 Pt 2, 18-19

A quanti costruiscono se stessi come dèi di se stessi noi diciamo che qualche grammo di sapienza vera, di intelligenza vera, di scienza vera, a servizio per la creazione dell'umanità vera non guasterebbe. A questi uomini che hanno pensato di poter costruire una intelligenza artificiale superiore alla loro intelligenza — che è in loro un riflesso della divina ed eterna intelligenza — noi ricordiamo che tra la loro intelligenza e l'intelligenza da essi costruita vi è un abisso infinito che le separa.

Questo abisso infinito può essere così manifestato.

· · ·
Primo

La loro intelligenza è un riflesso dell'intelligenza divina e pertanto è intelligenza sempre viva e sempre illuminabile dal Signore Dio.

Secondo

La loro intelligenza potrà essere sempre governata dalla sapienza divina, e la sapienza è nella ricerca del bene, del vero bene per ogni uomo.

Terzo

La loro sapienza è governata dalla fortezza dello Spirito Santo ed è proprio della fortezza evitare il male e perseguire il bene.

Quarto

La loro fortezza è sempre sorretta dalla scienza perfetta e divina dello Spirito Santo. Scienza che ci fa conoscere non solo il passato, non solo il presente, ma anche il futuro.

Quinto

La loro scienza è sempre sottoposta al timore del Signore, dal quale siamo dichiarati responsabili di tutto ciò che è frutto della nostra vita, sia nel bene che nel male, sia in parole che in opere e sia anche in omissione.

Sesto

Il timore del Signore si compie nella pietà ed è proprio della pietà amare la verità, amare la giustizia, amare la carità con lo stesso amore di Dio nostro Padre. E l'amore del Padre nostro è amore sempre di salvezza, redenzione, giustificazione, ogni bene per l'uomo. Solo l'uomo si può sottrarre a questo amore e diviene incapace di amare.

Settimo

La pietà sempre va vissuta sotto il consiglio dello Spirito Santo, il solo che in ogni frangente della storia personale e anche della storia dell'umanità ci dice qual è il bene migliore da perseguire. Lasciare alle macchine di scegliere qual è il bene migliore è rinuncia dell'uomo a essere vero uomo. Ma anche di questo uso lasciato alle macchine l'uomo è responsabile dinanzi a Dio.

Ottavo

L'intelligenza umana non è programmabile, non è mai rinchiudibile in una macchina, anche se oggi la si ritiene perfetta. L'intelligenza dell'uomo è sempre nuova, sempre immediata, perché sempre un riflesso dell'intelligenza divina. Per questo essa è capace sempre di scoprire nuove cose mai pensate prima.

Nono

L'intelligenza dell'uomo è lo strumento dato da Dio all'uomo perché impari a ragionare. L'uomo è ragione. L'uomo è discernimento. Se l'uomo perde la ragione e il discernimento, è in tutto simile a canna vuota. È privato della sua vera essenza.

Decimo

L'intelligenza dell'uomo, sempre sostenuta dalla divina rivelazione, è sempre aiutata dalla Parola di Dio, è sempre redenta dal sangue di Cristo, è sempre sostenuta dalla grazia divina che la orienta sempre verso il divino vero, la trascendenza vera, il soprannaturale vero, l'eterno vero, l'etica vera, la morale vera, la verità vera, la giustizia vera, l'umanità vera.

Si compie la Parola dei Proverbi:

Cum visio defecerit, dissipabitur populus; qui vero custodit legem, beatus est. Prv 29, 18
· · ·

Se si vuole una intelligenza artificiale etica, è necessario che viva di vera etica l'uomo che la costruisce. Ma anche se è l'uomo etico, di vera etica soprannaturale, divina, eterna, immerso nella grazia e nella verità di Cristo Gesù, l'intelligenza da lui creata gli dovrà servire solo una scienza più approfondita; poi spetterà a lui, al suo inventore — o a colui che ne è fruitore — esaminare ogni cosa e scegliere la cosa migliore sempre nello Spirito del timore del Signore.

L'uomo dalla vera etica divina e soprannaturale mai potrà abdicare alla sua umanità. Se dovesse abdicare, diverrebbe uomo dall'etica falsa e bugiarda, dall'etica di tenebre e diabolica, mai dall'etica divina e soprannaturale, etica cristica ed etica teologica.

Non esiste una AI etica:
esistono uomini etici che creano tecnologie per il bene
e non per il male.